Un requiem per il Mediterraneo

A Roma artisti delle Fondazioni liriche di tutta Italia, diretti dal Maestro Fabio Biondi, insieme per eseguire il Requiem di Gabriel Fauré per soli, coro e pianoforte in memoria delle vittime del mare.

Gli antichi lo chiamavano Mare Nostrum, prima ancora che Mediterraneo o – per gli insonni appassionati del bollettino del mare – Canale di Sicilia. Poi qualcuno, qualche anno fa iniziò ad appellarlo “cimitero” a causa dei troppi morti senza voce. Negli ultimi anni decine di migliaia di donne, uomini e bambini inghiottiti dalle onde, senza la pietà di un’Europa, dalla nostra parte della riva, sempre più fortezza, sempre meno umana.
Un dramma infinito secondo i dati pubblicati recentemente dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni: nei primi 140 giorni dell’anno si sono già contate oltre 500 vittime. Una stima per difetto rispetto ai diseredati senza volto e senza storia che fuggono da fame, guerre, carestie e dall’orrore dei campi libici, dopo i quali la paura di esalare l’ultimo respiro tra le onde non suscita più nessun sentimento. Semplicemente sommersi o salvati.

Sono storie che abbiamo scritto, raccontato, ripetuto più volte. Un atteggiamento al quale ci opponiamo e ci opporremo sempre in nome del valore dell’accoglienza, insegnamento cristiano e norma della civile convivenza.

Questa sera, nella Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola a Roma, un gruppo di artisti provenienti da tutta Italia proverà a diffondere questo messaggio di solidarietà attraverso le note del Requiem in re minore op.48, versione per soli, coro e pianoforte, di Gabriel Fauré, compositore protagonista dell’arte francese dell’inizio del Novecento.

Alle 21 coristi provenienti dai principali teatri italia – tra cui Petruzzelli di Bari, Comunale di Bologna, Lirico di Cagliari, Maggio Musicale Fiorentino, Carlo Felice di Genova, San Carlo di Napoli, Regio di Parma, Opera di Roma, Regio di Torino, Arena di Verona, Fenice di Venezia e Accademia Nazionale di Santa Cecilia – eseguiranno una sorta di ninna nanna funebre. Musiche di luminosità intensa, di serenità e leggerezza, che scavalcano la sofferenza e la morte, liberandole dal peso del terrore e dell’angoscia, e guardandole come dal Paradiso, senza pathos, senza fragore. Come se ci fossero soltanto la vita e poi la trasfigurazione. Come se Fauré avesse saltato il buio, il dramma dell’ultimo istante. Un Requiem senza paura, senza dolore. Una sorta di ninna nanna funebre.

L’esecuzione sarà preceduta da alcune letture sul tema a cura di Davide Livermore e interpretate dalle attrici e dagli attori di Facciamolaconta. Anche la Cgil aderisce e sostiene l’iniziativa, attraverso la Slc, il Sindacato dei lavoratori della comunicazione. Lo fa per per appoggiare una resistenza culturale, nata con l’intento di condividere uno spazio di riflessione sull’enorme tragedia dei migranti che quotidianamente muoiono nei nostri mari nel tentativo di sfuggire alla miseria e alla violenza.

L’ingresso alla serata è libero. I fondi raccolti saranno devoluti a Emergency.

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