La nostra rabbia bordeaux

I ragazzi del Cinema America siamo tutti noi, antifascisti, democratici, resistenti e sognatori. Reagiamo alla violenza nera, tutti insieme, tutti uniti perché non possiamo permetterci di perdere. Scrive Ciro Randazzo, ilfuturoè

Hey sveglia! L’avevamo detto! Torniamo a ripeterlo anche a chi dopo le elezioni europee aveva letto nei miseri risultati di Casapound e Forza Nuova una conferma del fatto che i neofascisti, in fondo in fondo, sono pochi e neppure troppo pericolosi.
Ragazzi, occhi aperti: ci sono, non sono pochi e picchiano duro.
Lo hanno fatto anche ieri notte a Roma colpendo quattro giovani che avevano un’unica colpa: indossare la maglietta bordeaux del Cinema America.

Una decina di individui di trent’anni, più o meno, a sferrare bottigliate, pugni, insulti e minacce perché i ragazzi togliessero quelle maglie, simbolo di una storia potente di riscatto e resistenza contemporanea: “Hai la maglietta del Cinema America, sei antifascista, levati subito ‘sta maglietta, te ne devi andare via da qua!”

Leggete bene questo racconto, la prossima volta che le percentuali elettorali vi faranno dubitare di queste oscure e maledette presenze.
“Eravamo a San Francesco a Ripa, all’inizio erano in due, hanno iniziato a insultarci e in pochi minuti da 2 sono diventati 4 e dopo una decina, non siamo riusciti a scappare né a difenderci, non ci hanno lasciato liberi nemmeno di andare via. È stato un assalto pieno di violenza, che non riusciamo a comprendere, noi non abbiamo nemmeno risposto alle loro provocazioni. Io non ho acconsentito a togliere la maglietta e la conseguenza è stata una testata sul naso, che domani devo operare d’urgenza. È evidente che avessero già deciso di aggredirci. Abbiamo avuto la sensazione che ci avessero seguito da Trilussa fino a piazza San Calisto.
Trastevere è un punto di riferimento e luogo di aggregazione per tutti, dove molti ragazzi persino più giovani di noi passano le loro serate, anche in occasione delle proiezioni del Cinema America. Non smetteremo di frequentare i territori di questa città liberamente e di rivendicare le nostre idee, come non smetteremo di partecipare alle proiezioni a San Cosimato e di indossare la maglietta del Cinema America.”
A scrivere dal suo profilo facebook è David Habib, uno degli aggrediti, ricoverato d’urgenza al Fatebenefratelli per via di una tumefazione e di un trauma con frattura scomposta al naso.

Perché tanta rabbia per una maglietta bordeaux? È questo che vi state chiedendo?
Perché è un simbolo. E come tutti i simboli antifascisti, democratici, resistenti, ottimisti e sognatori va cancellato secondo chi vive inseguendo le ombre scure del nostro passato.

La storia del Cinema America è questa: nel 2012 viene occupato da un gruppo di ventenni che volevano bene alla cultura e alla città di Roma e viene così salvato dalla demolizione. Dopo due anni, però, i ragazzi subiscono uno sgombero ma non si arrendono e, nel pieno rispetto della legalità, danno vita all’associazione “Piccolo Cinema America” e all’arena estiva di Piazza San Cosimato.
Quel cinema e questa storia sotto le stelle li descriveva qualche mese fa Flaminia Carocci: “C’era una volta una piazza grigia, un po’ dimenticata, freneticamente attraversata da chiunque, ma mai abitata da nessuno. E c’era una volta un gruppo di ragazzi, che dico, di mezzipazzi, che passando di lì ogni giorno, iniziava a sognarla con occhi nuovi, magari gremita di gente e attraversata da una danza di idee ed emozioni. Quei ragazzi passavano giornate intere a immaginare una piazza diversa, viva perché partecipata, colorata perché costruita non di cemento ma di relazioni. Un giorno ebbero l’idea di accendere un proiettore e srotolare un telo davanti a tante sedioline. In un attimo, sotto un cielo di stelle, un manto d’amore ricoprì l’intera piazza. La gente accorreva da tutte le parti, tutti ma proprio tutti potevano partecipare. La folla sognava sotto lo schermo e poi si riversava per le stradine del quartiere, riportando vita anche ai tanti negozi lì disseminati. Intanto i ragazzi smontavano e rimontavano tutto ogni sera (compreso lo schermo da arrotolare!) e di giorno tornavano alle loro vite di sempre, tra i libri o a lavoro. Quell’estate ci presero talmente tanto gusto, che si ripromisero di fare le cose in grande per l’estate successiva. E anche se i rischi, gli ostacoli e la fatica andavano aumentando, anno dopo anno, continuarono la loro folle impresa. Perché erano animati da un amore sincero, per la piazza, per le persone, per la cultura libera, accessibile a tutti, e per la politica, cioè per il senso di polis che stavano costruendo.”

Anche noi siamo animati da questo stesso amore. E oggi ci uniamo alla denuncia dei ragazzi del Cinema America: abbiamo assistito all’ennesimo “atto gravissimo in una città e in un paese allo sbando dove la violenza non viene più condannata, ma anzi difesa e sdoganata da chi ci governa come strumento di giustizia.”

E allora ragazzi, sveglia! Ma sveglia davvero! C’è da resistere. Resistiamo. Siamo pronti. E intanto tutti insieme indossiamo anche noi la nostra maglietta bordeaux.

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