Buon compleanno Nonna Anna

C’è negli uomini un impulso alla distruzione, alla strage, all’assassinio, alla furia, e fino a quando tutta l’umanità, senza eccezioni, non avrà subíto una grande metamorfosi, la guerra imperverserà: tutto ciò che è stato ricostruito o coltivato sarà distrutto e rovinato di nuovo; e si dovrà ricominciare da capo.

Anna Frank, Il diario di Anna Frank, XV ediz., Mondadori 1966, traduzione di Arrigo Vita, pag.19

Cara nonna Anna,
non sei più con noi da tanto tempo eppure il tuo volto sorridente accompagna ancora me e milioni di ragazzi in tutto il mondo. Me le ricordo bene le notti passate a leggere le tue avventure. La voglia di libertà. Gli ideali che animavano tanti bei giovani come te. Quante volte ti ho chiesto di raccontarmi di quando ancora ragazzina ti trasferisti da Francoforte ad Amsterdam? Oggi tocca a me riportare le tue parole, i tuoi pensieri, i tuoi desideri: amavi i libri, correre per i prati, andare al cinema, ascoltare la radio. Amavi la vita che impetuosa ti scorreva nelle vene. Amavi scrivere. Ed è così che sei entrata nelle nostre esistenze.

La tua penna ci ha lasciato una delle più crudeli testimonianze del nazismo. La paura a fior di pelle. Braccata, con i nazisti alle calcagna. A 13 anni costretta in un nascondiglio di pochi metri quadri con altre sette persone. Rifugiata e clandestina. Ancora oggi questi termini continuano a indicare – nei testi di certe leggi e nella vulgata comune – una vita di merda.

Sai, nonna Anna, anche se davanti ai tuoi occhi è passato tutto l’orrore di una guerra – nata nel posto e nel giorno sbagliatosei stata tu a trasmetterci la gioia di vivere che stanotte mi tiene sveglio per dedicarti un pensiero. In molti avete scritto degli stenti, del terrore, della negazione stessa dell’umanità che ha rappresentato l’Olocausto. Tu non ti sei quasi mai lamentata della tua condizione. Nemmeno potevi. Di giorno e di notte non era possibile fiatare, ogni respiro, ogni scricchiolio della tua casa in legno sembrava potesse aprire il baratro della deportazione. E alla fine fu così.

Appena un anno fa, il nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha nominato senatrice a vita Liliana, una nonna che come te ha conosciuto l’abominio dei campi di concentramento. Nelle vostre rispettive foto dell’epoca sembrate sorelle: sarà dovuto ai capelli o ai vestitini che si usavano prima della guerra. Dei 776 bambini italiani di età inferiore ai 14 anni che furono deportati ad Auschwitz, Liliana sopravvisse insieme ad appena 24 ragazzi. Da allora non ha più abbassato la testa e – come te – non ha mai smesso di raccontare. Ancora oggi, sai, è necessario farlo. Contro le formazioni neofasciste che colonizzano le periferie. Contro un governo che gioca una campagna elettorale basata sul disprezzo della vita stessa. Contro l’ignoranza. Contro l’indifferenza che ormai sembra permeare ogni gesto.

Un giorno – ci puoi giurare nonna Anna – anche i miei figli leggeranno il tuo Diario. In fondo al mio cuore vorrei restassero puri. Vorrei che non sapessero quanto dolore ha regnato sul Mondo. Ma dovranno farlo, come un vaccino contro il male. E poi tornerò insieme a loro al 263 di Prinsengracht, nel centro di Amsterdam, dove il tuo nascondiglio è diventato un museo. E non smetteremo di amplificare ogni tua singola parola.

Il capitano dell’Inter, Mauro Icardi, consegna i libri ”Il diario di Anna Frank” e ”Se questo Ë un uomo” prima della partita del campionato di Serie A allo stadio Giuseppe Meazza di Milano, 24 ottobre 2017. ANSA/MATTEO BAZZI

Oggi, nonna Anna, compiresti 90 anni. Una sorta di apice di saggezza e fragilità. Sei stata una compagna di giochi e confidenze, quando adolescente ho letto per la prima volta il tuo Diario. Poi sei cresciuta insieme a tanti di noi che che ti hanno portato per mano fin qui. Pensa che a Roma, la città in cui vivo, degli imbecilli hanno pensato di portarti persino allo stadio. Hanno realizzato una tua figurina dove vestivi la maglia della squadra avversaria come gesto denigratorio. Ma non l’hanno avuta vinta. Il loro gesto vigliacco ci ha permesso di parlare ancora di te. Di regalare ancora una copia del tuo Diario o di leggerlo pubblicamente. Il nazismo, i campi di sterminio, le camere a gas e i forni non sono riusciti a cancellare la tua esistenza. I tuoi occhi restano puntati sul futuro, fieri, negli sguardi di tutti quei giovani che ancora oggi portano nel cuore le parole che ci hai lasciato.

Tanti auguri nonna Anna.

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