Figli di un lavoro minore

Alla vigilia della Giornata mondiale contro il lavoro minorile i numeri di una piaga che sottrae infanzia, salute e futuro a 152 milioni di bambini in tutto il mondo, Italia compresa

Numeri alla mano, nel mondo sono 152 milioni i minori tra i 5 e i 17 anni costretti a lavorare. 1 bambino ogni 10. Secondo la ong Save the Children, se li riunissimo tutti assieme ne verrebbe fuori il nono Stato più popoloso del pianeta. Fate conto la Russia.

Quasi la metà di questi piccoli schiavi – 73 milioni – svolge lavori duri e pericolosi con pesanti rischi per salute e sicurezza e gravi ripercussioni psicologiche. Il 12 giugno, come ogni anno, si tornerà a celebrare la giornata mondiale contro il lavoro minorile ed è una buona occasione per riflettere sull’enormità di queste cifre.

Si tratta, infatti, di bambini a cui viene sottratta l’infanzia, privati della possibilità di giocare e studiare, privati del futuro che sognano e che, nonostante, tutto sperano di costruire.

Quasi 72 milioni di bambini lavoratori si trova in Africa, con Mali, Nigeria, Guinea Bissau e Ciad che fanno registrare le percentuali più alte di lavoro minorile. In questi Paesi, infatti, lavora più di 1 bambino su 2; quasi 1 su 3 se si considera l’Africa subsahariana dove, rispetto al passato, la lotta al lavoro minorile non solo non ha prodotto progressi ma ha ceduto il passo a un incremento del fenomeno.

Neanche da noi, però, la piaga è curata: solo negli ultimi due anni sempre Save the Children ricorda che, nel nostro Paese, sono stati accertati più di 480 casi di illeciti riguardanti lavoro irregolare di bambini e adolescenti, italiani e stranieri. Un dato assai parziale vista la mancanza di strumenti sistematici per la rilevazione del fenomeno. Secondo un’indagine condotta nel 2013 dalla ong e dall’Associazione Bruno Trentin gli under 15 interessati erano stimati in 260mila, 1 su 20.

I progressi sono stati fatti? Sì. Ovunque? No. Sono sufficienti? Per niente. Il mondo è infatti ancora lontano dal raggiungere l’obiettivo di sradicare ogni forma di lavoro minorile come previsto dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite entro il 2025.

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