Cgil Pride

Vi avverto: questo articolo potrebbe farvi sorridere, ma forse anche piangere. Di sicuro vi farà innervosire. Scrivo di diritti civili, di oscuri riti, di persone normali e di anomali personaggi. Un intervento di Ciro Randazzo

Se siete interessati a un viaggio indietro nel tempo, pare che a Modena qualcuno abbia inventato una macchina. L’unico inconveniente è che le lancette dell’orologio sono state posizionate su un’epoca buia. Ma così buia che fa spavento.

Eppure oggi è una di quelle belle giornate moderne dove gli arcobaleni spuntano a colorare tante città.

Da Salerno e Padova, da Alessandria e Perugia e da Modena, appunto, prende il via l’onda dei Pride, coloratissime e pacifiche sfilate che portano in strada tutti coloro che con orgoglio rivendicano la propria identità sessuale, qualunque essa sia.

Logo del Gay Prude di Modena

A Modena, però, è successo qualcosa. Nel volantino che annunciava il Pride gli organizzatori hanno scelto come simbolo un’immagine stilizzata e coloratissima che rievoca il rosone della cattedrale cittadina. Se non conosceste quel rosone, tuttavia, direste che è una margherita multicolore, un fiore…

Apriti cielo. Letteralmente. La macchina del tempo si è subito attivata dando corpo a un comitato intitolato al patrono San Geminiano che, calatosi nella contemporaneità, non ha indossato i cappucci ma comode felpe verdi e ha proclamato per oggi stesso una processione di pubblica riparazione.

E’ vero non fa sorridere. Vi ho mentito.

Ma sono sicuro che questo vi farà indignare.

In uno dei suoi comunicati  il comitato ha scritto, nell’ordine, che: “La città di Modena sarà imbrattata da un pubblico e manifesto peccato contronatura che grida vendetta al cospetto di Dio” e  “Il diktat omosessuali sta, sostenuto dai salotti radical-chic di quel centro sinistra che ha distrutto il nostro paese, attraverso il pensiero unico dominante si muove per la caccia alle streghe contro chiunque provi a mettere in discussione quell’assurdità quale è la richiesta di ‘diritti’ contrari a ogni legge naturale.”

A parte che virgolettare la parola diritti già di per sé inquieta, ma davanti a espressioni tanto nere e tanto oscure, non poteva mancare la benedizione al rito purificatore, arrivata da un ministro felpato, l’onorevole Lorenzo Fontana, titolare del dicastero per la famiglia e la disabilità.  

La risposta degli organizzatori del Pride

Gli organizzatori del Pride – ironici, colorati e plurali – non si sono scomposti più di tanto e hanno affidato la loro risposta a un manifesto nel manifesto “Il nostro amore ci ripara già dal vostro odio” accompagnato da un  bacio tra due ragazze proprio davanti al volantino della processione che ostenta il Sacro Cuore agonizzante di Gesù Cristo.

L’ironia ai tempi della macchina del tempo non era ancora stata inventata. E i cieli del comitato si sono riaperti di nuovo.

Un’ultima perla. A prendere parte al rito pare ci sarà oggi anche un tale, noto alle cronache  per i suoi esorcismi ma del tutto estraneo alle istituzioni ecclesiastiche.

Quando si dice il sacro e il profano.

Ma veniamo ai diritti quelli che noi, orgogliosi sostenitori dei Pride, non virgoletteremmo mai. Il tema della sfilata arcobaleno di Modena sarà proprio: diritti in centro. È il primo Pride nella città emiliana. E tra tutti i carri ce ne sarà uno che oltre a essere di mille colori sarà anche bello rosso. È quello della Camera del lavoro modenese con il gruppo musicale degli Skambisti accompagnati da danzatori afro e  la rappresentazione di tante professioni del mondo del lavoro. “Come organizzazione sindacale – spiega il sindacato – siamo consapevoli di quanto sia importante difendere i diritti delle persone Lgbtqi sui luoghi di lavoro contro ogni forma di discriminazione. A questo proposito, da qualche anno, la Cgil ha sottoscritto una convenzione per promuovere la formazione dei delegati e dei funzionari per la prevenzione delle discriminazioni e la promozione dei diritti dei lavoratori Lgbtqi anche attraverso la contrattazione”.

Già un paio di settimane fa in un’iniziativa politica la confederazione modenese aveva denunciato il rischio arretramento presente in provvedimenti come il ddl Pillon, nei contenuti del Congresso mondiale delle famiglie dello scorso marzo sul quale la Lega aveva messo la bandiera e nelle dichiarazioni del già citato ministro felpato.

Un’ultima nota di colore. La processione di riparazione si terrà al mattino, il Pride al pomeriggio. Tra l’una e l’altro arriveranno le donne di Non una di meno che, scope alla mano, ripuliranno – si fa per dire – la città dalle idee oscurantiste.

Cara macchina del tempo, tu ci hai riportato il passato buio. Noi facciamo tornare le streghe. Oh ma sempre con Pride. Vi aspetto a Modena.

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