A pugni chiusi ✊✊

Seduta su un pullman che, nella notte, da Genova la porta a Roma per manifestare, Laura, operatrice delle pulizie dell’Ospedale Gaslini  ci racconta il perché di un viaggio di 600 km. E il bisogno di veder riconosciuti il proprio impegno e la propria dignità. Oggi la manifestazione in piazza Bocca della verità

31 maggio. Sciopero del settore pulimento. Io faccio parte dei 600mila lavoratori di questa categoria. Sono, prima di tutto, una persona e allo stesso tempo una lavoratrice che fa le pulizie in ospedale da 18 anni. Ora, mentre scrivo, sono su un pullman che da Genova porterà me e altre lavoratrici e lavoratori del settore a Roma per manifestare. Sono le 3 del mattino, siamo in sciopero dalla mezzanotte, e siamo carichi di determinazione per ottenere il rinnovo del nostro contratto collettivo, scaduto ormai da 6 anni.

Perché scioperiamo?
Siamo lavoratori e lavoratrici che fanno un lavoro usurante, con una retribuzione ferma da sei anni, troppo spesso considerati poco importanti. Siamo persone. Siamo persone che lavorano. Siamo invisibili, eppure fondamentali.

Di noi si sente la mancanza proprio durante uno sciopero, quando non andiamo a pulire, quando il cestino dei rifiuti resta pieno, quando i bagni restano sporchi, quando le scrivanie restano come le hai lasciate, quando le scale del condominio non brillano, quando la camera d’albergo resta in disordine. Ecco perché è importante per noi questa giornata di sciopero e la rivendicazione della nostra dignità di persona che lavora, che ha un ruolo essenziale nella quotidianità di tutti i cittadini, quindi del nostro diritto a un contratto dignitoso e giusto. Ecco perché è importante aderire e astenersi dal lavoro. Perché, abitualmente, la gente ci guarda ma in realtà sembra non vederci.

Se siamo “fortunati”, lavoriamo in aziende che tutti i mesi ci pagano regolarmente anche se, ormai, la cifra lorda che prendiamo all’ora è una vergogna dopo sei anni di stallo e va adeguata. Poi c’è anche chi, questa “fortuna”, non ce l’ha. E si trova a dover fare presidi e scioperi per vedersi retribuito il frutto di un lavoro già svolto e non pagato, grazie a gare sempre più al ribasso e ad aziende sempre meno serie che si presentano e le vincono. Ad ogni cambio appalto si mette a rischio ogni volta la qualità del lavoro, si pensa di poter avere lo stesso servizio pagando sempre meno, e ogni volta noi abbiamo paura. Paura di perdere ore, livelli, e in alcuni casi il posto di lavoro. Ogni volta, tutte le nostre certezze vengono messe in discussione. Ma noi si resiste.

Il nostro lavoro ci porta problemi alla schiena, artrite alle mani, e ogni anno che passa è sempre peggio (l’età avanza e il lavoro è sempre di più in sempre meno tempo). Le aziende ci considerano teste che devono coprire un turno di lavoro, ma noi siamo innanzitutto persone.

Perché scioperiamo?
Per non permettere che ci venga toccato il diritto alla malattia così come lo abbiamo sempre avuto, per avere un aumento sullo stipendio che, a fatica, oggi, ci fa arrivare a fine mese (sempre se siamo “fortunati”, come dicevo prima). Per non essere più carne da macello ai cambi appalto. Per un contratto collettivo che tuteli ancora di più i lavoratori e le lavoratrici che fanno questo lavoro considerato umile ma così importante. Perché non vogliamo e non possiamo affidarci solo alla “fortuna”. La fortuna di stare sempre bene di salute, la fortuna di capitare in una ditta seria, la fortuna di avere una committenza che paga il servizio senza ritardi, la fortuna di avere qualcuno che se non ce la fai ad andare avanti ti aiuta economicamente perché altrimenti rischi di andare a mangiare alla Caritas pur avendo un lavoro.

Sono su un pullman, con altri compagni e compagne di viaggio, di lavoro e di lotta. Stiamo andando a Roma, e adesso sono le 4 del mattino. Alle 9, in piazza Bocca della verità, vogliamo essere ascoltati, vogliamo essere visti, vogliamo portare la voce di chi non è potuto venire ma ha aderito allo sciopero, di chi è stato precettato, e anche di chi è andato a lavorare. Perché quando si sciopera, si sciopera per i diritti di tutti.

Laura, delegata Filcams Cgil pulizie Ospedale Gaslini di Genova.

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