L’Internazionale dei giovani

Per tutti quelli nati negli ultimi venticinque anni almeno, la Comunità Europea ha rappresentato il contesto politico ed economico in cui ci si è formati culturalmente ed emotivamente. Oggi i giovani europei cercano spazi per rivendicare un’idea alternativa di futuro: con la dignità del lavoro, il rispetto dell’ambiente, la solidarietà internazionale al centro. Alla vigilia del voto europeo, ospitiamo l’intervento di Giulia Piccioni, segretaria nazionale dell’Associazione I Pettirossi

Per molto tempo la mia generazione ha vissuto passivamente la costruzione europea, convinta che le classi dirigenti stessero lavorando al miglior progetto europeo possibile. Negli ultimi anni, con le proteste degli indignados, la crisi greca e la cura dell’austerità, le richieste dei movimenti globali come Occupy Wall street, una nuova consapevolezza ha iniziato a prendere piede tra i giovani europei. Molti di questi, anche in Italia, hanno cercato uno spazio politico in cui poter esprimere le loro istanze.

Essendo i partiti della sinistra in crisi ideologica e culturale, abbiamo creato l’associazione “I Pettirossi” per avere uno spazio di discussione in cui fare cultura politica, per elaborare possibili visioni alternative del futuro e per confrontarci su come metterle in campo facendo rete con altre realtà nazionali e internazionali. Ci sembrava importante creare uno spazio di cultura politica dedicato alle nuove generazioni perché nel dibattito bipolare tra nazionalisti e globalisti, tra alto e basso, noi Pettirossi abbiamo scelto già dal 2016 una terza via.

L’associazione culturale I Pettirossi

I Pettirossi è un’associazione culturale politica ma apartitica. Ci riconosciamo nei valori del socialismo e incoraggiamo l’attivismo politico dei nostri iscritti, ma non siamo legati ad alcun partito attualmente esistente nel panorama politico nazionale. Da circa quattro anni organizziamo incontri, dibattiti, presentazioni di libri e riviste, partecipiamo a eventi internazionali organizzati da altre associazioni giovanili politiche e culturali in tutta Europa. Il campo politico europeo ci offre un luogo non solo istituzionale ma anche intellettuale in cui poter costruire una rete solidale tra realtà diverse ma con cui è possibile condividere analisi, visioni e soprattutto battaglie che richiedono una collaborazione internazionale.

I nostri ultimi due eventi nazionali (“Alziamo la testa!” e “Lasciateci Lavorare”) si sono concentrati sulla disoccupazione giovanile e sulle nuove piattaforme; negli anni passati abbiamo lavorato sui temi della democrazia (Bologna e Roma); sulla situazione giovanile europea (Firenze); già nel 2017, con l’evento “Eutopia” (Milano), ci si interrogava sul ruolo della sinistra nel difficile rapporto tra Unione Europea e sovranità nazionale.
A Firenze durante il convegno “La situazione giovanile in Italia ed in Europa” abbiamo ospitato rappresentanti di Podemos (Spagna), Momentum (UK), Sozialistische Jugend Österreich (Austria), Sozialistische Jugend – Die Falken (Germania), Siryza (Grecia). Ad Atene siamo stati invitati a tenere uno stand alla festa organizzata dalla comunità di Siryza, in Germania ad eventi di formazione, mentre in Austria abbiamo partecipato ad uno dei workshop che hanno dato vita alla campagna europea gestita da giovani socialisti contro l’evasione nei paradisi fiscali.

Il motivo principale per cui in questi anni ci è sembrato importante entrare in contatto con associazioni e movimenti giovanili europei è che, aldilà dell’appartenenza alle grandi famiglie politiche europee (oggi più che mai confuse), temi come la democrazia economica, la tassazione delle grandi imprese o la questione ambientale necessitano di un confronto largo tra tutte le forze progressiste. Mantenere vivo lo scambio con le altre realtà giovanili è fondamentale per immaginare modelli alternativi a quelli imposti dalle classi dirigenti attuali.

Per quanto trascurati nella rappresentazione mediatica, sono tanti i soggetti che lavorano sui territori continuando a costruire reti solidali in Europa. Come rendere politica (e non solo intellettuale) la pratica dell’internazionalismo, proprio partendo da tutte quelle comunità di giovani che nei propri paesi e nelle istituzioni europee cercano di sostenere modelli opposti a quello di un’Europa basata sui dettami del neoliberismo, è la sfida ancora in parte irrisolta. Proprio per questo a settembre si è svolto il “Progressive Youth Forum” a Francoforte, mentre a Novembre il secondo “European Forum Of Progressive, Ecological And Leftist Forces” a Bilbao. Queste due importanti occasioni ci hanno visti impegnati nella costruzione di un fronte unico giovanile insieme a molteplici famiglie politiche della sinistra europea, ai verdi, ai comunisti. A Bilbao il tema centrale emerso dal tavolo di lavoro è stato riassunto molto bene da un’attivista di Siryza “abbiamo bisogno di implementare reali alternative e questa è la nostra idea di internazionalismo. Con il motto “agisci locale, pensa globale” abbiamo bisogno di lavorare a livello locale in ogni stato, in ogni scuola, in ogni luogo in cui i giovani vivono, studiano e lavorano. […] È nostra intenzione pianificare precise azioni insieme [..] altre campagne sull’evasione fiscale, sui cambiamenti climatici e contro l’austerità sono state proposte e possiamo lavorarci insieme in futuro. […] L’idea è di creare qualcosa di nuovo per supportare tutte le idee che ci uniscono”.

A Roma, durante l’incontro “Lasciateci Lavorare” abbiamo avuto modo di discutere con Teo Comet, Segretario Generale della Federazione dei Giovani Verdi, dell’impatto che il cambiamento climatico avrà sul nostro futuro e sul mondo del lavoro arrivando alla conclusione che non possiamo più pensare a modelli di sviluppo socialmente sostenibili senza tenere conto della questione ambientale. Proprio per questo a luglio, in Serbia, si terrà il Summercamp “Our Social Rights – Our Future!”, organizzato dalla federazione e da tutte le sue organizzazioni, incentrato sulla battaglia fondamentale per i diritti sociali ed economici.

Tutti questi appuntamenti ci ricordano costantemente che problemi come il precariato giovanile e l’instabilità economica, radicati nell’attuale mercato del lavoro italiano, per quanto abbiano declinazioni nazionali talvolta specifiche, sono in realtà comuni a tutte le nuove generazioni europee, e non solo a queste. Questo tipo di sviluppo della globalizzazione sta penalizzando un’intera fascia di popolazione in giovane età e famiglie provenienti dai ceti medi e popolari in tutti i paesi d’Europa senza che però dall’Unione giunga una risposta politica efficace, lasciando così spazio alle paure su cui fanno leva i nuovi nazionalismi. È per questo che pur essendo una piccola associazione abbiamo sempre contribuito a coltivare lo spirito di solidarietà con giovani e realtà politiche straniere.

Il dibattito sull’Europa non può e non deve essere ridotto ad una sterile faida tra fazioni opposte che fanno solo il gioco del peggior populismo. In questo grande contenitore bisogna inserire i contenuti e le battaglie che possono fare della nostra generazione il reale agente del cambiamento. È difficile prevedere con esattezza cosa accadrà domenica prossima, ma un dato è certo: la frammentazione politica e la crisi ideologica dei partiti tradizionali è un fenomeno europeo. La risposta a questa situazione, dunque, potrà essere solo quella di tornare ad occuparsi di politica sociale e pianificazione economica, e di costruire relazioni internazionali forti capaci di portare ad una Europa veramente socialista che prenda in mano il destino di questa comunità, guidandola verso obiettivi comuni rispettosi della dignità umana e sociale di tutti gli abitanti delle singole nazioni.

Questa battaglia vedrà sempre i Pettirossi impegnati in prima linea come associazione e come comunità di singoli. Il nostro invito alle giovani generazioni è di costruire tempi in cui progettare e vivere un futuro migliore. Ma non è possibile immaginare un significativo rovesciamento del sistema attuale se non attraverso un continuo lavoro di politicizzazione, di costruzione di comunità politiche che formino una nuova coscienza critica collettiva capace di risvegliare milioni di giovani dallo stato di frustrazione e apatia di cui sono ostaggio. Per fare questo è necessario formarsi, studiare, interrogarsi e porre interrogativi. La sfida che ci aspetta è grande, ma è l’unica per cui valga la pena impegnarsi e lottare ogni giorno.

Credits: L’immagine in evidenza è stata realizzata dell’illustratore argentino Hernán Chavar ed è stata pubblicata nel luglio 2018 dalla Lettura de Il Corriere della Sera per accompagnare un articolo di Maurizio Ferrara intitolato “Quinto Stato“.

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