Ci vuole un fisico bestiale

“Mi chiamo Fabio Laudi, sono un istruttore di nuoto”. Inizia così la lettera di uno dei tanti giovani che lavorano nel mondo dello sport senza veder riconosciuti i propri diritti e indirizzata al nostro blog.
Fabio scrive da Gallarate, in provincia di Varese: “per l’ordinamento italiano la mia professione non è un vero lavoro. Per molti di noi, il tempo e l’impegno profusi in palestre, campi di calcio, piscine, valgono appena un rimborso spese”.

Qualche anno fa ero un atleta agonista. Ho  intrapreso questa professione con un po’ di presunzione prima di accorgermi che la mia non era una condizione sufficiente per insegnare agli altri.
I corsi della Federazione Italiana Nuoto sono stati formativi e attraerso il mio lavoro ho cercato di sviluppare competenze e di diventare una persona migliore.
Uno degli insegnamenti più importanti dei miei maestri è che un utente ha il diritto di essere com’è, deve essere l’istruttore a trovare la chiave per fargli imparare quanto necessario.

Così vorrei che il Sindacato si approcciasse al mondo del lavoro: senza posizioni precostituite, consapevole che i lavoratori di oggi vanno conquistati politicamente e umanamente. In questo caso si tratta di estendere diritti a chi, come me, non gode di alcun tipo di certezza, offrire rappresentanza, individuare strumenti di partecipazione.
Mi sono avvicinato al mondo della Cgil grazie a un questionario di Nidil, le nuove identità lavorative del sindacato di Corso d’Italia. “Per te lo sport è un lavoro?” recitava il titolo, rivolto a noi operatori del settore per coinvolgerci in un’azione sindacale partecipata.

Mi è piaciuto. Ho avuto l’occasione di venire a contatto con un sindacato che non si mobilita solo di fronte a una criticità, ma presente quotidianamente, capace di mettersi in discussione e in grado di sintetizzare efficacemente le proprie proposte su tavoli istituzionali e sociali. Nel nostro settore c’è la necessità di sperimentare un modo nuovo di fare contrattazione, ma ci sono i margini per conquistare diritti basilari che chi quotidianamente svolge un ruolo fondamentale e delicato, a contatto soprattutto con bimbi e ragazzi.

In questi mesi è in corso un un confronto con il governo per affrontare le problematiche del lavoro nello sport tramite la presentazione di un disegno di legge sull’ordinamento e le professioni sportive. Tutti noi crediamo fermamente in un sostanziale cambiamento, attraverso un nostro progetto per rappresentare e organizzare al meglio chi è impiegato nel mondo dello sport.

Fabio Laudi

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