Al Ministro della paura

Arianna ha diciotto anni. Tra poco meno di due settimane voterà per la prima volta. Ha scritto questa lettera aperta e l’ha indirizzata al vicepremier Salvini. Oggi ha affidato questo messaggio a noi. Caro Matteo, fai paura.

Ministro Salvini, o come le piace essere chiamato dagli elettori, Matteo: sono Arianna, ho 18 anni e ho paura di lei.

Ho paura di come sta incitando alla violenza un intero popolo a quasi un secolo da una dittatura orribile, quando un uomo, come lei assai disinvolto nell’usare prima le parole, poi le leggi, poi il bastone, ha venduto milioni di italiani portando non solo il nostro splenmdido Paese ma l’intera Europa a toccare il punto più basso della sua storia.

Ho paura di lei perchè con una facilità impressionante passa dal parlare di bruschette e caffè ad imbracciare armi nei suoi post.

Mi fa paura il modo che ha di rispondere ai commenti di chi non la pensa come lei, insultando personalmente i cittadini che dichiara di amare tanto.

Mi spaventa quanto poco rispetto ha nei confronti dei suoi colleghi e mi imbarazzano – per me, ma anche per lei – le loro parodie che si permette di postare senza ritegno sulla pagina Instagram ufficiale del ministro degli interni (ahimè, lei).

Temo il modo in cui disprezza e discredita i nostri concittadini intellettuali, perché so, come la storia avrà insegnato anche a lei, che sono sempre i primi ad essere eliminati o messi a tacere.

Ho paura della demagogia palese e sottile che propina ogni giorno agli italiani, il popolo che tanto ama e che tanto prende in giro.

Ho paura (anzi ho il terrore) del fatto che lei non abbia più un’opposizione politica in parlamento, paralizzata dallo sgomento o dall’indifferenza o dall’incapacità, e che ogni forma di critica la stia aiutando nella sua scalata al potere.

Ho paura del modo che ha di trattare i simpatizzanti di altri partiti i quali esprimono opinioni totalmente differenti dalle sue quando si trova a fare conferenze o ad incontrare di persona i cittadini, quando li fa portare via con la forza.

Ho paura di come riesce a convincere i nostri compaesani di essere antifascista quando tutto ciò che fa l’avvicina sempre più ad essere un goffo sostituto di Mussolini.

Ho paura del crescente consenso che sta ottenendo e del crescente razzismo e della dilagante violenza a cui sta incitando; sono spaventata dal modo in cui sta rendendo una minoranza (di nuovo) il facile capro espiatorio di una crisi economica e culturale che non è data da altra causa se non da gente come lei.

Ho paura di votare per la prima volta perchè temo che qualsiasi sarà il voto che darò non sarà sufficiente a contrastarla, perché ho la consapevolezza di non poter fare la differenza.

Lei mi fa paura. Signor Matteo, io ho 18 anni e nessuna intenzione di dover fare una rivoluzione o di aderire ad una nuova resistenza sanguinosa. La prego di ponderare le sue azioni, per gli italiani e l’Italia che dice tanto di amare.

Arianna Fenech

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