Legittima difesa democratica

#maicomevoi Ad Avellino l’ultimo attacco dei maschi salviniani. Intolleranti al dissenso, violenti contro le donne. Solidarietà e resistenza in un intervento di Franco Fiordellisi, segretario generale della Camera del lavoro di Avellino.

“Te n’a ì”. Te ne devi andare. Non un invito, non una sollecitazione ma una minaccia, accompagnata dalla violenza fisica. Ancora una volta i fan di Matteo Salvini si scagliano contro cittadini e cittadine che dissentono pacificamente.
E’ accaduto ieri ad Avellino come racconta questo video amatoriale. A farne le spese una ragazza che contestava il vicepremier in perenne campagna elettorale. Lo stesso era successo anche a Modena (vedi qui) dove schiaffi e insulti avevano raggiunto giovani ragazze della Cgil. Il maschio salviniano non sopporta che gli si dica no e chissà, forse ancor di più, che siano le donne a dirglielo.

Quest’episodio rappresenta perfettamente il modello maschilista e volgare promosso da Lega, Casapound e destre storiche: una donna succube dell’uomo, utile soltanto a “produrre” figli. Come troppo spesso accade, abbiamo degli scalmanati che tra i “fidelis” del segretario della Lega, nonché ministro degli interni, non sopportano le donne che chiedano conto delle azioni che sta portando avanti il loro leader il quale, anche durante il comizio di ieri, ha disegnato una città che non esiste, descrivendo torme di immigrati, rom e poveri che delinquono e spacciano. Niente di più falso: per un bagno di realtà basta scorrere i dati della Questura; nel nostro territorio questo fenomeno vede coinvolti in stragrande maggioranza italiani.
Le forze dell’ordine, tantissime al nostro presidio, non sono riuscite a controllare questi energumeni che minacciano e colpiscono persone indifese. Come Samuel Beckett e senza attendere Godot, allora noi diciamo “Bisogna continuare, non posso continuare, e io continuerò”.

Appena avuto notizia della presenza di Salvini ad Avellino la segreteria della Camera del lavoro ha deciso di manifestare il proprio dissenso politico contro le politiche discriminatorie e razziste che il segretario della Lega “Nord” in qualità di Ministro degli Interni sta portando avanti.
Con la Cgil di Avellino c’era la rete antifascista costituita da liberi cittadini, ANPI, ARCI, UDS Campania, Soma e Comunità Accogliente per il presidio “#irpinianonsilega”: cittadini, esseri umani, persone, antifascisti e antirazzisti si sono ritrovati in piazza Libertà . L’iniziativa, come confermano i fatti che abbiamo raccontato poc’anzi e come dimostrano anche i gravi precedenti dei giorni scorsi a Forlì e Modena, è stata una risposta necessaria al segretario della Lega “Nord” Matteo Salvini che vuole gestire la pubblica sicurezza in maniera privata, con più armi per tutti e non fa altro che attaccare le politiche di accoglienza e integrazione che nei secoli hanno fatto dell’Italia una nazione bellissima.

Gli slogan del “capitano” della Lega alimentano paure nel popolo, un razzismo “scientifico” che punta a legittimare culturalmente e politicamente idee secondo cui comportamenti criminali o caratteristiche fisico anatomiche siano di origine genetica, e contrappongono esseri umani e persone deboli. Questa mia, forte, sicuramente, affermazione è di drammatica attualità in considerazione di quanti gruppi di stampo fascista e razzista stanno emergendo e si propongono sfacciatamente sulla scena sociale e mediatica. Nel nostro territorio, la cancellazione del sistema di integrazione dei migranti tramite il Decreto Sicurezza che taglia le risorse per i bandi della gestione dell’accoglienza ha già portato al licenziamento di circa 80 addetti, con il venir meno dei servizi utili a ridurre la discriminazione.

Siamo contrari anche alle politiche che Salvini intende portare avanti con la così detta flat-tax che, se ulteriormente estesa come vorrebbe il leader della Lega, sarebbe una misura che minerebbe lo Stato Sociale e l’art. 53 della Costituzione sulla progressività della contribuzione e delle imposte. Lo stesso dicasi per l’Autonomia Differenziata Regionale, che combinata proprio con la FlatTax, metterebbe a repentaglio la tenuta unitaria del sistema sociale universalistico dell’Italia.
La frammentazione determinerebbe così ulteriori danni tra le aree costiere e le aree interne dell’Irpinia e accentuerebbe le criticità già esistenti nei servizi pubblici che rendono di difficile esigibilità diritti sociali fondamentali. Per questo siamo convinti che sia necessario, di questi tempi e nel variegato mondo del lavoro e nella società, dare senso e valore ai principi costitutivi della Cgil, sanciti dallo Statuto agli articoli 1 e 2: quei principi devono essere trasmessi agli iscritti e praticati da dirigenti, funzionari e delegati.

Perché al di là di tutto bisogna scegliersi il proprio posto nel mondo, dove sei, con chi e a cosa e a chi decidi di parlare. La scelta, facile, è stata schierarsi contro i più forti che oggi sono con Salvini, con chi utilizzava e utilizza i bisogni delle persone per trasformarli in consenso personale. Come segretario della Cgil Avellino vorrei mettere in campo un sogno, un orizzonte differente, di solidarietà e accoglienza in queste comunità mortificate dalla crisi, che non possono essere lasciate alla deriva xenofoba e razzista.
Le parole, le idee della Costituzione italiana e dello Statuto della Cgil hanno necessità di una radicale attuazione perché la questione etica è di profonda attualità e ce lo dimostrano, su livelli più generali, i tanti, troppi casi che continuano a colpire istituzioni, mondo politico e che investono direttamente la Lega stessa da anni ormai ma passano inosservati.
Ecco perché il presidio è stato questo sì un caso di “legittima difesa” democratica.

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