Disordine e indisciplina

Che siano queste due parole a illuminare il nostro pensiero critico e democratico. Il Ministro Matteo Salvini vorrebbe piallare tutto e fare della scuola un’officina di piccoli balilla 2.0. Dopo aver scritto del ritorno dell’educazione alla cittadinanza tra le materie di insegnamento, Massimiliano De Conca, Flc Cgil, svela cosa c’è dietro la strategia del “grembiulino”

Se l’inserimento dell’insegnamento dell’educazione alla cittadinanza poteva avere un senso anche se non proprio ortodosso per l’idea sempre più frammentaria di scuola all’interno della società, preoccupano molto di più le parole di Matteo Salvini, ideologo pubblicato da CasaPound più che ministro dell’Interno, sulla possibilità di reintrodurre il grembiulino nelle scuole. “Abbiamo appena reintrodotto l’educazione civica a scuola e vorrei che tornasse anche il grembiule per evitare che vi sia il bambino con la felpa da 700 euro e quello che ce l’ha di terza mano perché non può permettersela. Ma sento già chi griderà allo scandalo ed evocherà il duce, ma un paese migliore si costruisce anche con ordine e disciplina”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, stamani durante un breve comizio della Lega a San Giuliano Terme (Pisa). “In Italia – ha aggiunto Salvini – c’è la democrazia ma questo non deve impedire di avere non solo diritti ma anche doveri. Ed è soprattutto sui bambini che dobbiamo investire in educazione per non avere ragazzi che a vent’anni sono solo dei casinisti”. (tratto da Huffington Post Italia dove è possibile apprezzare anche il video)

Fanno paura quegli strali su “ordine e disciplina” perché come tutti gli slogan fascisti portano dentro un germe di ignoranza e squadrismo.
Il problema non è il grembiulino o la divisa – che pure possono avere un’accezione positiva, l’uno per i suoi possibili pregi pratici per bambini che “lavorano” a scuola e sperimentano; l’altro con la possibile giustificazione sociale di far presentare i bambini tutti uguali, non importa se sopra vestiti firmati o abiti sdruciti -, ma quell’idea di voler intervenire attraverso la Scuola per plasmare e quindi appiattire il pensiero critico, per evitare di formare dei potenziali casinisti.

Si passa un’idea di Scuola come piccolo “campo di concentramento” in cui riconvertire i bambini, azzerarne il pensiero democratico (democrazia è infatti l’altra parola che ricorre non a caso nel ‘discorso’ del capo della Lega) e critico per evitare che possano pensare liberamente e perché siano da subito inquadrati nel pensiero unico.
L’idea infatti che possano diventare casinisti è perfettamente coerente con il pericoloso (per i Salvini di turno) pensiero antitetico dell’ordine e della disciplina: per evitare il caos di un pensiero divergente, pialliamo tutto ab origine inculcando il pensiero corretto, che non porti a deviazioni. E qui allora l’aggancio con cittadinanza e Costituzione, allora, che saranno dunque da intendersi come educazione ad una certa cittadinanza e ad una certa costituzione.
Questo pensiero forte, sovranista anche nelle politiche scolastiche, deve far paura, perché è il tentativo neanche troppo malcelato di fare della scuola un’officina di “piccoli balilla 2.0”.

A tirare le somme si fa presto: xenofobia, sovranismo, pensiero e partito unico, piallare, ordine e disciplina sono le tag più calde nel cloud del pensiero salviniano.
Serve davvero aspettare l’inevitabile ecatombe delle prossime elezioni o possiamo cominciare ad indignarci davvero? Abbiamo ministri in perenne campagna elettorale, con lo stipendio al caldo ed il cambio di casacca (felpa, ma perché non un grembiulino?) per ogni comizio. Intanto gli insegnanti sono vittime di pestaggi, nelle città si spara in pieno giorno ed in una piazza piena, i commercianti vengono trucidati senza che nessuno intervenga, si mantiene il lavoro precario…
Non so voi, ma di fronte all’invito all’ordine ed alla disciplina a me viene da essere sempre più disordinato ed indisciplinato … guarda un po’!

IL BLOG SEGNALA

Appuntamento per disordinati e indisciplinati domani mattina ad Avellino. In occasione della visita del ministro Matteo Salvini, l’ #Irpinianonsilega e scende in piazza Libertà. Spiega il segretario della Camera del lavoro Franco Fiordellisi: “La Cgil vuole manifestare il proprio dissenso politico contro le politiche discriminatorie e razziste che il segretario della Lega ‘Nord’ in qualità di Ministro dell’Interno sta attuando sulla gestione della Sicurezza privata, dell’immigrazione e sull’attacco alle politiche di accoglienza e integrazione che nei secoli han fatto dell’Italia una nazione bellissima”.

 

irpinia non si lega

Il ministro è reduce da un viaggio in lungo e in largo attraverso l’Emilia Romagna. Peccato che non si preoccupi di ordinare e disciplinare i suoi sostenitori come ha denunciato nei giorni scorsi il blog indipendente Fortebraccio

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