“Ma per cosa scioperano???”

Le chat della scuola sono la valvola di sfogo per molti genitori. Come sui social si esprimono frustrazioni, luoghi comuni e giudizi sommari nei confronti, in questo caso, degli insegnanti. Per fortuna ci sono anche mamme e papà che hanno una percezione diversa del pianeta scuola.

L’indifferenza che ci indebolisce

di Massimiliano De Conca, Flc Cgil

C’era una volta una forte aspettativa intorno ad uno sciopero, era quasi visto come un momento rituale per celebrare utopie globali o di categoria, quella cosiddetta “base”.
Adesso, nell’epoca delle intermediazioni, del depauperamento civile, morale e sociale, del passaggio dallo stato sociale a quello individuale, lo sciopero è visto come un vezzo radical chic che si possono permettere pochi privilegiati, quelli che anziché andare a lavorare si prendono un giorno di “ferie”.
Il dato certo è che negli ultimi anni, che il governo sia stato di centro-sinistra o di centro-destra, gli scioperi sono stati visti come momenti alieni all’andamento della vita quotidiana, sempre più estranei ad ogni discussione: sono stati poco compresi, molto compressi invece dalla caterva di pregiudizi di generazioni che non hanno mai scioperato e non si sono autogestite, oppure l’hanno fatto e soffrono oggi l’assenza di una politica adeguata alle loro aspettative.
E’ anche vero che nell’epoca della comunicazione diretta dei social, questa avventura collettiva di persone che si riuniscono in una piazza per manifestare a favore o contro qualcosa o qualcuno è vista male: si è persa la percezione delle lotta di classe, si è perso il valore etico ed il rispetto per la lotta di classe. Anche perché molto spesso una manifestazione si basa esclusivamente sulla gara dei numeri: essere contati per contare. Il principio sarebbe anche giusto se non esistesse quella (s)cultura del confronto che porta il leader machista a decidere a prescindere dai numeri della piazza.
Nascono quindi le catene di cittadini che indignati non comprendono come si faccia oggi, che basterebbe un tweet, a perdere tempo manifestando in piazza per i propri diritti quando invece, con un po’ più di disponibilità a dar fiducia a chi comanda, alla fine qualcosa verrà concesso anche ai rivoluzionari. A patto che facciano i bravi.
E poi la tiritera: certo, si sciopera di venerdì così si fa il ponte anche di sabato. Cantilena che si sente soprattutto quando a scioperare è il personale della Scuola (o più in generale del pubblico impiego). Ignorando che il lavoro oramai, nell’epoca della globalizzazione, non ha i ritmi della settimana. Inoltre come non tutte le fabbriche ed aziende sono chiuse di sabato, così non tutte le scuole adottano la settimana corta (molto spesso per esigenze delle famiglie e non della didattiche che, piuttosto, richiede tempi più distesi).
Attraverso lo sciopero una massa di individui atomizzati diventa corpo collettivo, si costituisce come soggetto. Perciò prima di tutto bisogna interrogarsi non soltanto sull’esito di uno sciopero, soprattutto sulle motivazioni per cui un evento ha mutato l’equilibrio delle cose e cambiare la disposizione degli attori in campo.
Lo sciopero è una di quelle azioni politiche che più fa paura perché significa che dei lavoratori si stanno organizzando: è scontro (non esiste sciopero senza una controparte) ma al tempo stesso costruzione di alternativa e socializzazione. Purtroppo si sciopera di meno e peggio, non soltanto perché è sempre più difficile danneggiare chi detiene il potere e farsi sentire, ma soprattutto perché abbiamo perso il senso civile della solidarietà: essere solidali con una persona che manifesta i propri disagi e chiede l’esigibilità dei propri diritti è catalogato sotto la voce “inutile” ed in questa presunta inutilità si consuma l’indifferenza che ci indebolisce.

per approfondire:

Un pensiero riguardo ““Ma per cosa scioperano???”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...