Caduti nella rete

Leggiamo su facebook e rilanciamo sul nostro blog la riflessione di Salvo Leonardi, ricercatore presso la Fondazione Giuseppe Di Vittorio

E’ quasi certo che dietro normative come quelle del decreto dignità sui contratti a termine, o adesso il DDL penta-stellato sul salario minimo, vi sia la mano “amica” di alcuni giuslavoristi molto di sinistra. Che per un malinteso senso del noto detto confucio-maoista (“non importa il colore del gatto, l’importante è che afferri i topi”), ritengono che qualche piccolo vantaggio immediato per i lavoratori possa anche far soprassedere al disegno complessivo nel quale di fatto si iscrivono. Concorrendo a consolidarne la base di consenso.

Come se, nel 1925-27, poiché il fascismo faceva proprie alcune richieste della CGdL (ad esempio l’erga omnes tariffario) ne avessero rimosso tutto il resto (e vi fu infatti chi, nel sindacato rosso, cadde in quell’equivoco, e traslocò al fascismo).

“Utili idioti”; non trovo onestamente un altro modo per definirli. A livello oserei dire archetipico. Per troppo amore per la classe lavoratrice, non si accorgono della fatale confusione, del travisamento che possono produrre. Portando i loro servigi tecnici all’incasso politico-egemonico di un governo che, nel fascio-leghismo di cui l’Espresso traccia inquietanti mappe e protagonisti, ha il suo principale azionista e beneficiario.

Risultati immagini per copertina espresso fascista

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