Siamo i ribelli della montagna

Il 24 marzo del 1944, 335 civili e militari italiani, prigionieri politici, ebrei, detenuti comuni vennero trucidati a Roma dalle truppe naziste di occupazione al comando del colonnello Herbert Kappler e del capitano Erich Priebke. Fu Hitler in persona a volere l’eccidio come rappresaglia per l’attentato partigiano di via Rasella, compiuto il giorno prima dai Gap romani, in cui erano rimasti uccisi 33 soldati di un reggimento tedesco.

Nel giorno del 75° anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, e dopo la bella risposta antifascista ieri nelle piazza del nostro Paese, un brano per nutrire la memoria. Dalle belle città, uno dei pochissimi canti partigiani originali di cui sia rimasta traccia: venne composto nel marzo del 1944 alla Cascina Grilla, da soldati della 3ª brigata d’assalto, che operava sul monte Tobbio, in provincia di Alessandria.
Viene attribuito a Emilio Casalini, detto “Cini”, che, assieme ai partigiani della Brigata, sarebbe l’autore delle parole, e a Angelo Rossi, detto “Lanfranco”, giovane partigiano, già studente di musica

I due lo avrebbero composto durante un turno di guardia, prendendo appunti su carta da pacchi. Sulla genesi del brano si segnala la testimonianza diretta del partigiano Carlo De Menech, allora diciottenne commissario politico del 5º distaccamento, che si trova contenuta in un dattiloscritto del 1975 depositato presso l’Istituto per la storia della resistenza e della società contemporanea in provincia di Alessandria.
Successivamente, la canzone si diffonderà tra i combattenti della VI zona “Genova”, per poi divenire uno dei canti della Brigata Mingo.

Chi ha amato i CCCP negli anni Novanta si è avvicinato con interesse a un altro gruppo emiliano, gli Üstmamò, abili a coniugare post-punk, sonorità dell’Appennino e trip hop. Nel 1995 il gruppo partecipa a un progetto discografico dal titolo Materiale Resistente contribuendo alla riscoperta del canto partigiano, diventato Siamo i ribelli della montagna.
Eccolo interpretato dalla voce ipnotica di Mara Redeghieri.

Oggi Mara Redeghieri vive e insegna inglese in una scuola media dell’Appennino. Ha combattuto diverse battaglie, dato vita a un coro che ricerca, documenta, esegue, canti anarchici e partigiani. Recentemente ha pubblicato un disco dal titolo Recidiva. Provate a cercarlo

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