Ue care: una rete europea per l’accoglienza

Creare una rete europea dei lavoratori dei centri d’accoglienza per combattere razzismo e xenofobia. È il senso dell’iniziativa promossa da Fp Cgil e Fsc Ccoo organizzata il 18 Marzo al Parlamento Europeo. Due sindacati di settore rappresentativi di due paesi (Spagna e Italia) che più di altri si sono fatti carico dell’accoglienza di chi arriva in Europa nella speranza di un domani migliore. L’obiettivo comune è sollecitare le istituzioni nazionali ed europee a cambiare passo in merito alle politiche migratorie alla vigilia delle elezioni europee, rigettare le spinte delle destre populiste che vorrebbero sostituire l’accoglienza e la solidarietà con i respingimenti e la negazione dei diritti umani.

Il pericolo è disperdere le tante buone pratiche maturate in questi anni da migliaia di lavoratori che nei diversi settori (dal soccorso in mare, ai servizi sanitari a quelli educativi) hanno reso più solidale e giusta l’Europa. Per questo i sindacati di settore hanno chiesto un impegno diretto ai parlamentari dei diversi gruppi presenti (S&D, verdi e sinistra europea) per fare fronte comune in vista delle prossime elezioni e evitare che la propaganda delle destre e il teorema dell’emergenza migratoria sia utilizzata strumentalmente a fini elettorali. Questo è il punto: il tema delle migrazioni, come già succede oggi nei confini nazionali, rischia di essere il grimaldello delle destre populiste per distruggere definitivamente l’idea di un’Europa sociale e solidale. Per questo serve raccontare per davvero come stanno le cose smontando la propaganda razzista pezzo dopo pezzo. E’ anche questo il senso degli interventi dei delegati dei centri di accoglienza presenti in sala che attraverso le loro testimonianze hanno raccontato storie di solidarietà e umanità.

Sono storie di cooperazione sociale, di soccorsi in mare, di assistenza sanitaria, delle quotidiane difficoltà economiche per garantire i necessari servizi di integrazione e accoglienza ma anche di straordinaria umanità di operatori sociali che sono riusciti ad andare oltre le inefficienze delle istituzioni per garantire a chi riesce ad arrivare in Europa un presente e un futuro libero da guerre e persecuzioni.

Le migrazioni sono un fenomeno epocale e non episodico, pertanto serve una politica utile a trovare soluzioni e non solo capace a porre problemi. È questo l’appello che unisce i lavoratori in ‘EUcare’, la rete dei lavoratori dell’accoglienza promossa dall’EPSU (sindacato europeo delle funzioni pubbliche) su sollecitazioni delle federazioni di settore della Cgil e Ccoo. In ballo, oltre al futuro dell’Europa, ci sono anche migliaia di posti di lavoro, messi a rischio dai governi populisti e razzisti che stanno tagliando le risorse all’accoglienza negando l’applicazione degli accordi di Dublino e i più elementari diritti umani. La speranza è che i popoli europei in vista delle prossime elezioni non cedano al razzismo e alla xenofobia, mettendo una pietra tombale sull’idea di Europa sociale e solidale, figlia della lotta di liberazione dai nazifascismi. I lavoratori e le lavoratrici delle reti di accoglienza hanno dato il loro contributo, chiarendo da che parte stanno… adesso tocca alla politica.

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