Buongiorno Europa!

Bratislava. Zuzana Čaputová ha vinto il primo turno delle elezioni presidenziali con il suo partito “Slovacchia progressista”. Liberale, europeista, ambientalista, la sua è una forza nata sull’onda delle proteste suscitate dall’omicidio del giornalista d’inchiesta Jan Kuciak e della sua compagna.

Danzica. Con l’82% dei consensi Aleksandra Dulkiewicz è la nuova sindaca della città portuale polacca. Succede a Pawel Adamowicz, oppositore del governo e strenuo difensore dei diritti umani e civili assassinato lo scorso gennaio. “La città rinasce come voleva lui. – ha dichiarato Dulkiewicz a urne chiuse – Siamo diventati più solidali. Saremo un modello d’integrazione per la Polonia”

Buongiorno Europa! La speranza è che tu sappia ripartire da qui; che le crepe del sovranismo e del blocco di Visegrad si allarghino e che lo spirito comunitario trovi nuovo slancio.

Intanto per guardare avanti è utile riscoprire antiche radici.

Così oggi il nostro blog vi riporta al 1941.

Fu in quell’anno che, confinati sull’isola di Ventotene, il 34enne Altiero Spinelli, il 32enne Eugenio Colorni e il 44enne Ernesto Rossi scrissero un manifesto per un’Europa libera e unita. “La battaglia che dobbiamo fare – sostenevano – è una battaglia di impegno perché ci sia un’Europa vera, un’Europa della democrazia, un’Europa del popolo.”

Si legge nel Manifesto di Ventotene:

«Un’Europa libera e unita è premessa necessaria del potenziamento della civiltà moderna, di cui l’era totalitaria rappresenta un arresto. La fine di questa era farà riprendere immediatamente in pieno il processo storico contro la disuguaglianza ed i privilegi sociali. Tutte le vecchie istituzioni conservatrici che ne impedivano l’attuazione saranno crollate o crollanti; e questa loro crisi dovrà essere sfruttata con coraggio e decisione. La rivoluzione europea, per rispondere alle nostre esigenze, dovrà essere socialista, cioè dovrà proporsi l’emancipazione delle classi lavoratrici e la realizzazione per esse di condizioni più umane di vita. (…)

I giovani vanno assistiti con le provvidenze necessarie per ridurre al minimo le distanze fra le posizioni di partenza nella lotta per la vita. In particolare la scuola pubblica dovrà dare le possibilità effettive di proseguire gli studi fino ai gradi superiori ai più idonei, invece che ai più ricchi (…)

Oggi è il momento in cui bisogna saper gettare via vecchi fardelli divenuti ingombranti, tenersi pronti al nuovo che sopraggiunge, così diverso da tutto quello che si era immaginato, scartare gli inetti fra i vecchi e suscitare nuove energie fra i giovani. Oggi si cercano e si incontrano, cominciando a tessere la trama del futuro, coloro che hanno scorto i motivi dell’attuale crisi della civiltà europea, e che perciò raccolgono l’eredità di tutti i movimenti di elevazione dell’umanità, naufragati per incomprensione del fine da raggiungere o dei mezzi come raggiungerlo. La via da percorrere non è facile, né sicura. Ma deve essere percorsa, e lo sarà!»

Allora come oggi, vogliamo l’Europa, vogliamo più Europa, vogliamo un’Europa diversa.

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