8 marzo: facciamo due conti

Come ogni 8 marzo che si rispetti istituti di ricerca ed enti mettono in fila i numeri delle donne. Intanto quelli delle ragazze: sono le vere prime della classe con voti altissimi per il 35% di loro, più impegnate e più attive anche culturalmente rispetto ai ragazzi. Sono loro che ottengono risultati migliori pure all’università. (fonte: Almalaurea) E’ dopo che tutto cambia. E improvvisamente nelle loro vite compare il segno meno: meno lavoro, meno stipendio, meno carriera, meno potere. Se poi hanno figli, il meno diventa un meno meno.  Certo i più non mancano mai: più ostacoli, più ostilità, più fatica, più responsabilità familiari e sociali. C’è, però, un meno che è proprio intollerabile e che, in fondo, è quello che segna tutte: meno diritti.

Non lasciamoci ingannare, i conti – che non tornano e che abbiamo appena elencato – sono all’origine di nefandezze di cui la cronaca è infarcita ogni giorno.

Ogni atto di violenza nasce da un esercizio di potere, da una dimostrazione di forza, che sia fisica o verbale poco importa. Ogni femminicidio si fonda sul rifiuto del fatto che una donna sia una persona libera e che la libertà sia un suo inalienabile diritto. Quando si blatera di famiglia e di diritto di famiglia si dimentica che parliamo di un sostantivo femminile plurale. Ciò vuol dire che non può esistere famiglia costruita sulla pelle delle donne, che non è famiglia quella che schiaccia e in cui il femminile, per l’appunto, soccombe. Ci riflettesse su il senatore Simone Pillon e magari – perché no? – ci riflettessero anche i giovani leghisti crotonesi autori del volantino più postato del momento.

Caro Senatore Pillon e cari giovani leghisti, a dare risposte alle vostre domande su cosa sia la dignità femminile, vi aiutiamo da questo blog facendovi conoscere alcune donne.

Marica Ricutti è in attesa che il tribunale si pronunci sul suo destino di lavoratrice Ikea. L’udienza ora è rinviata al prossimo 10 aprile.  E’ stata licenziata dopo che aveva cercato invano di conciliare lavoro e famiglia. Già due volte il giudice le ha dato torto. Nota a margine: Marica è madre separata di due figli di cui uno disabile. Vi interessa la sua dignità? Eventualmente potrebbe interessare al vostro collega, il Ministro Lorenzo Fontana?

Perché di storie e di domande ne abbiamo un po’ per tutti. E allora eccone alcune…

Caro Ministro Luigi di Maio, Nina Leone e Silvia Curcio sono due tute blu – blu non rosa! FCA e Industria Italiana Autobus le dicono nulla? La grave crisi del settore auto interessa loro e le loro famiglie. E lei? E’ interessato?

Cara Ministra Giulia Grillo, lo sa che in questo ventunesimo secolo italiano ci sono donne che soffrono e muoiono perché viene loro negato il diritto sancito dalla legge 194? Come Valentina Milluzzo morta a 32 anni di setticemia in un reparto di ginecologia e ostetricia di un ospedale pubblico dove tutto il personale praticava l’obiezione di coscienza. Per lei niente aborto terapeutico. Ci vacciniamo contro questa indifferenza?

Potremmo continuare a lungo ma ci fermiamo qui. Anzi no … perché non possiamo ignorare il ministro dell’interno Matteo Salvini.

Caro Ministro Salvini, per lei che ama i social e che li usa per mettere alla gogna chi osa sfidare le sue politiche, in particolare se giovani e donne, non una domanda ma un monito: siamo tutti e tutte Giulia Pacilli.

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