#FuturoalLavoro

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un nostro iscritto a poche ore dalla manifestazione unitaria di Cgil, Cisl e Uil, a sostegno della piattaforma unitaria con cui le confederazioni chiedono al Governo di aprire un confronto di merito sulle scelte da prendere per il Paese.

Mancano poche ore all’appuntamento di piazza San Giovanni e per la prima volta da tanto tempo ci stiamo preparando a un’iniziativa che coinvolgerà tutta la famiglia.

In piazza scenderà mio padre, ancora costretto al lavoro a 63 anni e a girare l’Europa per tutta la settimana a bordo di un Tir. Un uomo, in queste settimane, ancora più scoraggiato dalla vuota propaganda del governo su nuove misure per la previdenza che per lui sono state puntualmente disattese. Insieme a lui manifesteremo mia moglie e io, ricercatori precari che hanno scelto di non andare in Germania, in Svezia o negli Stati Uniti per continuare a dare il nostro contributo al Paese. Con noi porteremo anche nostra figlia, di appena 4 anni, che spero possa cogliere soprattutto la bellezza delle strade della Capitale, la musicalità degli slogan, il colore delle bandiere che sventoleranno per rivendicare provvedimenti per il futuro di migliaia di bimbi come lei che rappresentano il nostro avvenire.

L’operato di questo governo è sotto gli occhi di tutti. Tutti gli indicatori economici sono in netto peggioramento: l’industria e i consumi rallentano, lo spread è schizzato nuovamente alle stelle, i tassi bancari sono tornati a salire. Cresce il lavoro frammentato, mal pagato e a breve termine. Comprare casa sta diventando proibitivo: chi come noi ha un lavoro precario si vede rispondere con sorrisi imbarazzati se prova ad accendere un mutuo. E dobbiamo anche ritenerci fortunati.

Tra i nostri amici, c’è chi haperso l’impiego con l’avvento del decreto dignità, chi opera formalmente in cambio di un rimborso spese e chi – costretto all’umiliazione – subisce un vergognoso atto di estorsione dal proprio datore di lavoro che pretende indietro – in contanti – il 40% della busta paga erogata con bonifico.

E’ ancora più faticoso vivere questo quotidiano, costretti a confrontarsi con una politica di corto respiro, priva di visione, che di giorno in giorno degenera nel bullismo da tastiera o, peggio, nel più becero tifo da curva. Ci viene suggerito di prendercela con chi sta peggio di noi: con chi accetta di fare il nostro stesso lavoro per meno soldi, con chi disperato tenta di raggiungere le nostre coste con imbarcazioni di fortuna, con gli stessi sindacati che si battono per pretendere rispetto delle regole e dei diritti e soprattutto per continuare a far vivere la nostra Costituzione.
Ma noi a questo gioco non ci stiamo.

Confusa, la maggior parte degli elettori sembra propendere per il “tanto peggio tanto meglio”. La mia famiglia, però, non vuole ingrossare le fila di chi sta decidendo di andare via al più presto. Non vogliamo che le nostre migliori energie producano risultati e reddito nelle università, nei laboratori e nelle start-up estere. A emigrare ci hanno già pensato i nostri nonni e il loro sacrificio ci ha già insegnato come non valga la pena vivere lontano dai propri luoghi e dagli affetti. Ma non vogliamo nemmeno più vivere in un paese dove il lavoro non c’è e se lo trovi devi subire una serie di ricatti più o meno legalizzati.

Per questo ci stiamo preparando a scendere in piazza. Per pretendere futuro e lavoro e dare forza alla Cgil di Maurizio Landini in cui riponiamo le nostre speranze per un Paese capace di rialzare la testa.

Danilo Lieto

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...