Verso il Congresso di Bari

‘Il lavoro è’ è la nostra mobilitazione per un progetto Paese, perché il lavoro è dignità, per sé e per gli altri. Perché il lavoro è libertà dal bisogno. Siamo forti di un’idea diversa su come uscire dalla crisi: dalla piattaforma sul fisco, agli ammortizzatori sociali, dalla funzione del Welfare, alla produttività. Quest’ultimo tema riguarda le prospettive dell’intero sistema e va declinato positivamente dal punto di vista della politica industriale, dell’innovazione, della ricerca e della qualità e non inteso come maggiore sfruttamento o allungamento dell’orario di lavoro.
Negli appalti va combattuto il fenomeno dilagante del massimo ribasso, perché questo genera solo minori diritti e minore salario. A questi lavoratori, con la nostra azione sindacale, con la discesa in campo per i quesiti referendari e con la raccolta – soltanto nella nostra provincia – di 38 mila firme, ripristinando la responsabilità solidale, abbiamo restituito dignità.
Essere scesi in campo, in una stagione così complicata, ci ha rimesso in connessione con la nostra gente e non solo: ci siamo avvicinati ai giovani, ai precari, ai disoccupati. Con lo slogan di quella campagna (con 2 sì, tutta un’altra Italia) patrimonio di libertà, abbiamo riaperto una discussione nel Paese e nelle istituzioni, abbiamo rimesso al centro il tema del lavoro.

Essere propositivi è una delle nostre responsabilità. Un valore fondante, mai sacrificabile. L’autonomia e la natura confederale dell’organizzazione sono i nostri punti di forza. In questo quadro di riferimento, la contrattazione deve essere fondamento del nostro agire, promuovendo un confronto tra categorie, una utile contaminazione di esperienze fatte nella contrattazione di primo e di secondo livello.
Ancora compagne e compagni, permettetemi, di portare alla vostra attenzione il tema delle pari opportunità: lo dico da donna proposta per la direzione della Cgil di Benevento, motivo per cui voglio ringraziare pubblicamente il segretario Susanna Camusso, che ha proposto la mia candidatura all’organizzazione. Un’occasione per dimostrare la grandezza di un sindacato in grado di fare scelte coerenti, conseguenza di un percorso voluto ed esercitato da tante compagne, iscritte, delegate, dirigenti, che hanno fatto sì che la Cgil venga percepita come un’organizzazione di donne e di uomini.
Da donna, da dirigente sindacale, nell’avviarmi alla conclusione di questa breve nota, vorrei ringraziare Susanna: sono stati anni duri, complicati, dove il rapporto con Cisl e Uil non è sempre stato lineare. A lei va riconosciuto il merito di aver tenuto la nostra organizzazione sempre concentrata e con la giusta tensione sui temi del lavoro, della contrattazione, dell’essere prospettiva per quanti chiedevano il nostro aiuto. Susanna è stata una compagna che ha creduto fortemente nel rinnovamento generazionale, una compagna che non ha fatto mai venire meno il suo contributo, che è stata al nostro fianco quando la nostra terra è stata messa in ginocchio dall’alluvione, quando siamo stati intimiditi per le azioni messe in campo contro la lotta all’illegalità negli appalti.
Una compagna che con uno sguardo è riuscita sempre a trasmettere serenità, vicinanza, lealtà, che dovrebbe sempre accompagnare l’operato di ciascuno di noi. Compagne e compagni, quegli occhi chiari, limpidi, raccontano tutte le difficoltà avute nel tenere insieme la nostra organizzazione anche quando dall’esterno provavano a dividerci.

Sono il Segretario della Camera del lavoro di Benevento, non rappresenterei nel modo giusto la mia realtà se non vi raccontassi che le delegate e i delegati dei luoghi di lavoro, i giovani, i precari, hanno accolto la proposta di Landini come segretario generale, come proposta condivisibile e condivisa. Maurizio è un compagno che è riuscito a creare sinergia ed empatia con il mondo del lavoro. Doti che solo chi riesce a sentire addosso le difficoltà dei lavoratori che rappresenta può avere. Un compagno semplice, umile che non si è mai risparmiato, che è stato sempre fra gli ultimi, un compagno riconosciuto, che utilizza un linguaggio in grado di arrivare a tutti.
In questo momento la nostra organizzazione ha più che mai bisogno di compagni capaci e umili, al servizio della confederazione e non compagni che si autocandidano, pensando più all’io che non al noi. A me, hanno sempre insegnato che è la Cgil a chiamarti, mentre noi dobbiamo essere a disposizione.
Con tanta fiducia, pieni di orgoglio, consci delle difficoltà di questo frangente, noi delegati di Benevento siamo pronti alla chiamata. Andiamo incontro al nostro futuro, sapendo che le scelte che faremo a Bari determineranno la Cgil, quella che immaginiamo e vogliamo, rinnovata nella figura del suo Segretario Generale, nelle sue pratiche e con un progetto da declinare su ogni singolo territorio, dove l’io lasci il posto al noi, al collettivo, al bene della nostra organizzazione.
Avanti compagne e compagni!

Rosita Galdiero

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